Il grande freddo

Chi si trova a Roma in questi giorni avrà sicuramente assistito a un fenomeno meteorologico alquanto insolito, dovuto all’arrivo di una perturbazione atlantica sul nostro paese. Si è praticamente passati da temperature miti, tipiche della stagione estiva , con punte fino a 30 gradi, a temperature  al di sotto dei 20 gradi , accompagnate da nubifragi e forti venti, che sembrano aver spalancato le porte a un inverno tanto anticipato quanto imprevisto. Per chi fosse ancora scettico, questa è, a parere di chi scrive, una prova inconfutabile di quei cambiamenti climatici che minacciano in modo prepotente la sopravvivenza del nostro ecosistema. Cambiamenti climatici che proprio in questi giorni sono stati al centro di un importante ricerca scientifica condotta da un gruppo di scienziati dell’Università di Chicago, i quali si sono soffermati sul riscaldamento globale e sull’influenza di questo nello scioglimento dei ghiacciai in Antartide. Secondo il team di studiosi, l’aumento del ghiaccio marino a largo della costa antartica rischierebbe, ostacolando la circolazione termoalina, di ridurre la temperatura media della Terra, favorendo l’inizio di una nuova era glaciale. L’arrivo del “grande freddo” sarebbe previsto secondo gli scienziati intorno al 2050, quando cioè la temperatura globale scenderà gradualmente di 2 gradi centigradi l’anno. Questo fatto, che a una prima lettura potrebbe risultare allarmante, apre certamente scenari imprevedibili, ma non necessariamente catastrofici. Fenomeni simili, infatti, si sono già verificati nei secoli passati, senza, però, condurre a un estinzione di massa come quella avvenuta 10 000 anni fa. Il modello preso in considerazione dagli scienziati ricorderebbe, quindi, di più quello della “piccola era glaciale” verificatasi nell’emisfero nord a cavallo fra il 1430 e il 1850 che quella propria del periodo precambriano. In quel periodo, preceduto anche in questo caso da un lungo arco di tempo caratterizzato da temperature abbastanza elevate,  si vide il progressivo aumento dei ghiacciai, ritiratisi fino quasi a scomparire nel periodo precedente. Gli inverni divennero molto più rigidi e lunghi, con ghiacciate fino ai mesi primaverili di Marzo e Aprile e nevicate fuori stagione, talvolta proprio in piena estate. Proprio durante questo periodo accadde che molti grandi fiumi come il Po in Italia e il Tamigi a Londra ghiacciassero, rendendo percorribile a piedi la loro superficie in pieno inverno. Nacque, addirittura, nei paesi del nord Europa l’usanza di celebrare vere e proprie “fiere del ghiaccio”, che si svolgevano nel letto di fiumi completamente ricoperti da  strati spessissimi di ghiaccio( tali, da reggere, ad esempio, il peso di un pachiderma). Ciò determinò, tuttavia, pure effetti negativi: il clima freddo favorì la distruzione dei raccolti con susseguenti e inevitabili carestie; le temperature eccessivamente rigide resero inabitabili interi villaggi che vennero di lì a poco abbandonati ; il proliferare di malattie come la peste e il vaiolo, per i quali allora non c’era ancora nessuna cura efficace. La piccola era glaciale si concluse intorno al 1850, allorché le temperature iniziarono nuovamente a aumentare. Molte teorie sono state avanzate sulle possibili cause che hanno favorito l’avvento di questo freddo glaciale anomalo, che rischia di ritornare inevitabilmente nel prossimo futuro. Una prima teoria è precisamente quella fatta propria dagli scienziati dell’Università di Chicago, secondo cui sciogliendosi i ghiacciai abbasserebbero la pressione terrestre, incentivando la deriva dei continenti e influenzando il moto orbitale della Terra intorno al Sole. Ciò, deviando l’angolo di inclinazione dell’asse terrestre causerebbe una ridotta incidenza dei raggi del Sole sul pianeta e quindi il raffreddamento dell’atmosfera. La seconda teoria riguarda propriamente l’attività solare. Nel corso di questi secoli, infatti, si è assistito a una riduzione delle macchie presenti sulla superficie solare, indice di una abbassamento del livello di energia del Sole. In particolare , nel periodo compreso fra il 1650 e il 1715, queste sparirono quasi completamente, dando luogo all’identificazione di questa fase del periodo geologico in esame come minimo di Maunder( dal nome di Edward Walter Maunder, l’astronomo che nel 1900 ha  studiato il fenomeno ) .Oggi, secondo le ultime osservazioni effettuate a Giugno dalla Nasa, sembra che lo scenario di allora si stia riproponendo, registrandosi una diminuzione accelerata delle macchie sulla superficie solare. Suddetto fenomeno  produrrebbe, inoltre, un altro effetto degno di riflessione. la diminuzione dell’attività solare potrebbe, di riflesso, portare a brillamenti (tempeste solari) suscettibili di disturbare le onde radio e elettromagnetiche che viaggiano nella Ionosfera( volgarmente conosciuta come Etere), comportando un vero e proprio blackout di tutte le comunicazioni radio dalla durata non preconizzabile. Pertanto, è evidente come se anche non ci si avvia verso la fine del mondo o l’Apocalisse descritto da Giovanni nella Bibbia, potremmo negli anni a venire trovarci a dover rivedere radicalmente il nostro modo di vivere e il nostro rapporto con la natura. Una natura, che dopo decenni di profanazione rapace da parte dell’uomo, rischia di presentare un conto molto salato, specialmente alla luce di quanto ancora poco si sta facendo per invertire la rotta , nonostante si stiano moltiplicando gli appelli di scienziati, climatologi, intellettuali e finanche di cittadini comuni in tal senso. Verrebbe da dire, lanciando uno sguardo anche all’emergenza pandemica che stiamo vivendo ( in cui i cambiamenti climatici hanno avuto un ruolo certamente importante), che Dio ci sta parlando, ma non riusciamo a sentirlo. Tale sordità, a riprova che come disse Immanuel Kant la natura umana è un legno storto, si verificò anche nel periodo storico descritto proprio dalla costante di Maunder. Anche allora, non riuscendosi il popolo a spiegare il freddo anomalo e la devastazione dei raccolti, diede la colpa alle streghe, responsabili con dei supposti riti magici di aver portato la morte e la distruzione nei paesi. Pertanto, è opportuno, per evitare nel futuro nuove sanguinose quanto inutili caccie alle streghe rammentare ciò che sta accadendo oggi per sapere chi incolpare al momento giusto di questo disastro epocale.

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